martedì 17 agosto 2010

Tienimi sospesa.

Tienimi sospesa. Parlami. E ascolta in silenzio. Leggi tra le righe di un discorso che si delinea strada facendo, nella tua mente, mentre io lentamente ti descrivo ciò penso. Completa il disegno, segui la linea infinita che, come un'utopia, puoi vedere così vicina all'orizzonte, ma non raggiungere. Congiungi, unisci, rinnova, crea. E avrai l'anima di te stesso.

Non si finisce mai di imparare.
Parlare, parlare, parlare... diventa lo stesso discorso, moltiplicato milioni di volte, perchè ognuno è influenzato dal pensiero della massa che sembra così dolce, così facile da apprezzare, tu devi solo apprendere passivamente.
Ma poi apri gli occhi e tutto, il mondo ti crolla addosso: le tue certezze vengono frantumate con una sola parola e ti accorgi di quanto quello che vedevi del mondo fosse stato ovattato, coperto da un vetro deformante che puoi muovere a tuo piacimento, finchè ti conviene.
Basta una parola per farti capire, ma continui a negare l'evidenza perchè il buio in cui hai vissuto ti ha reso sterile, un burattino in mano ad un padrone potente, un'ideologia radicata nel profondo della società che, come un cancro, dalle radici di un albero arriva al tronco. E da lì il gioco è fatto, le foglie cominciano a tremare, le ha raggiunte. Erano verdi, tenere, giovani ed ora, di quella bellezza, cosa ne è rimasto?

Ascolta, impara, pensa e poi, infine, riassembla tutti i tuoi argomenti, tutto ciò che hai sentito, tutto quello che hai detto o pensato. Nessuno mai ti dirà il significato delle parole "bene" e "male", non lo farà il tuo Dio, qualunque Dio sia, non lo farà la tua Scienza, non te lo diranno studi di alcun tipo. Era, è e sarà sempre un compito dell'uomo, che non potrà sottrarsi al suo dovere. Non potrà buttare all'aria le fatiche che migliaia di persone hanno fatto per raggiungere questo grande traguardo, la Libertà. Ascolterà, guarderà e toccherà con mano, come i bambini. Dovrà contemporaneamente essere al centro del mondo, informarsi, e nel contempo chiudersi in se stesso, riflettere, nel buio della propria anima, dove l'unica luce sarà lui solo.
E il mondo continuerà a a girare intorno a lui, e passerà il tempo, le bozze, si faranno disegni perfetti, nitidi, grandiose opere d'arte. Come l'esporatore, vedrà un orizzonte farsi sempre più nitido, pregherà e sopratutto non perderà la speranza. Passeranno i giorni, che sembreranno anni, milenni, fino a quando non avrà il coraggio di sussurrare una parola, che gli morirà in gola, soffocata da un esplosione di vita nel suo petto. Terra. E il sussurro si farà un grido, sempre più forte, e ancora di più. E questa sarà la soddisfazione di crescere, e di far germogliare dentro di sè un piccolo seme, una propria idea, un proprio modo di vedere le cose.
E neanche a quel punto si fermerà, continuerà a cercare nuove vie, nuove vite, nuove parole, per capire ancora, e ancora, e ancora. E sarà una fame eterna, che arderà sempre più alta dentro di lui. Ma sarà felice e orgoglioso di se stesso, ma mai abbastanza per dire di essere finalmente arrivato.


Quando non si è d'accordo di solito si hanno tre possibilità: tolleranza, indifferenza, violenza.
E non mi sembra che siano sempre prese in considerazione tutte e tre. Insomma... perchè la maggior parte della popolazione tra i... 12 e i 30 anni, i "giovani" non riesce a sentirsi parte di un unico grande gruppo? Perchè non riesce a tollerare le ideologie degli altri? Perchè invece di passare subito alle mani, non si impara a parlare, a condividere, per capire che poi non siamo tanto diversi gli uni dagli altri?
Perchè siamo tutti, me compresa, limitati, tanto da non riuscire a capire che le discussioni sono fonte di informazioni e di argomenti di ogni genere.
Io, come tutti noi credo e SPERO, sono nata in una famiglia, sono cresciuta in mezzo alla gente, in mezzo ai bambini come me, i ragazzini più grandi, con gli adulti... se invece fossi vissuta all'oscuro del mondo, segregata, non avrei mai saputo niente della guerra, dell'odio, del razzismo, vissuta nell'innocenza dei bambini, vedendo (o meglio "non" vedendo) il mondo coi loro occhi. E non avrei neanche saputo l'esistenza di termini come truzzo o rockettaro (e credimi che sarei vissuta in pace lo stesso!). Se non avessi dialogato con la gente intorno a me non mi sarei creata una mia opinione, non ne avrei avuto alcun bisogno.

Perchè credi che io sia qui a discutere con te, qui? Perchè non sono fuori a prendere il sole, a fare una passeggiata, a passare il mio tempo in un modo diverso, che non buttarlo davanti ad un computer? Perchè forse le tue parole potrebbero aprire nuovi orizzonti a me, a chi legge, o a chi passa e si ferma incuriosito. Sviluppare una discussione interessante fa bene, capire le ragioni degli altri... come si fa altrimenti a tollerare?
E poi, siamo tutti razzisti, è inutile negarlo. E lo sei tu quanto lo sono io.
Il colore della pelle, le tradizioni, la religione sono solo componenti di una facciata, sono l'anticamera dell'odio che tutti provano verso ciò che non è noi o come noi... in realtà il problema è un altro ed è troppo ben radicato nella società. E con questo non voglio affatto minimizzare, anzi. Non pensi anche tu che oggi tutti si buttino via? Ci si ammazza perchè si ascoltano due generi musicali differenti, e io come spero tutti, non posso sopportarlo.

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