Apparire, copiare... no grazie, preferisco essere!
Io voglio essere, voglio sapere di me. Lo dice Andy, ma lo dico anche io.
Mi perdo di vista, ho le mie sbandate, ma voglio sempre vivere la mia vita, e non quella degli altri. Voglio ridere quando sto per scoppiare, voglio piangere quando sto male, mangiare se ho fame. No perchè, con questa vita, gli accordi dobbiamo prenderli. Io non ci sto! Mi sveglio, mangio, vado a scuola, mangio, vado a danza, mangio, studio, mangio, vado a letto. E ogni tanto, se c'è tempo,
respiro.
Non sono perfetta, sono tutto fuorchè perfetta. La perfezione è una condizione che non esiste, ma che noi vediamo negli altri. "Lui ha la Ferrari e veste firmato, ha una vita perfetta!"... Se, magari! O, come succede a me "Sei brava a scuola, studi danza e fai ciò che ti piace... Hai una vita perfetta."
Forse la mia vita perfetta lo è davvero, anche se io non lo vedo. Mettiamola così, se voi vedete la mia vita perfetta forse sono io che sono sbagliata. Sono una persona lontana dal mondo, anche se ci sono in mezzo. Che cosa egoista pensare di essere al centro del mondo, penserete voi. Io sono una calamita.. per tanti versi. Per le sfighe, per esempio.
La vidi abbandonarsi e contemplare il cielo. Vidi il suo volto alla luce della luna venire solcato da una lacrima, tenuta il grembo per tanto tempo e lascia andare. Scivolò veloce e le segnò il viso e capii di aver colto nel segno, di essere riuscita a motivarla. Sentii il petto scoppiarmi dalla gioia e capii che qualcosa era cambiato, come se tra noi due si fosse creato un ponte, un canale di sbocco, qualcosa che ci univa. E quella cosa era la magia, per lei desiderio, per me quasi banalità.
Mi lasciai andare anche io e guardammo insieme le stelle. D'un tratto mi sentii osservata e girai il volto, verso il suo. Mi stava guardando. Era una senzazione nuova, era come se oggi ci fossimo davvero incontrate per la prima volta. Ci sorridemmo e tutto fu chiaro. E così, quella era l'amicizia, quello che dava colore alle nostre stupide vite? Sì, ora ne ero certa. Inspirai e mi riempii i polmoni di quella sensazione che era dovunque, nell'aria come dentro di noi. Si respirava, l'amicizia, come la vita. L'amicizia era vita.
Mi abbandonai all'immensità del cielo e nel contempo alla dolcezza eterea di quel momento. Rimanemmo lì, a contemplare la grandezza del creato, sulle nuvole, sulle stelle, e oltre... Sentivo ora l'aria fredda entrarmi nei polmoni e darmi vita, darmi una speranza, una ragione per andare avanti. Decisi che quello era qualcosa per cui continuare, un motivo, forse, per non smettere mai. E respiravo e mi riempivo d'aria con ingordigia, come se stessi rifiorendo guardando le stelle (o forse ero ad occhi chiusi, non so...) e pensando a me e ad Ewilen, che per la prima volta divenne un noi. Sentivo il petto gonfiarsi ritmicamente e il cuore in gola: il suo battito era l'unica cosa che mi dava modo di assicurarmi di non star sognando.
[cit. Lyn, cioè il mio alterego il un altro pezzo di
Mondo.]
Grazie Ire ç.ç Di tutto. In primis perchè mi hai conosciuta, ma sopratutto sopportata. Nessuno ti ha obbligato a farlo. Siamo persone così diverse, ma così simili. E legate da un legame che sembra sottile, ma è forte. Io lo sento forte, perchè ti voglio bene. Un mondo... un Mondo, forse anche Emerso.
Ah, e lo stage... forse lo faccio. Forse prendo un po' di coraggio e parto per Pisa, per conoscere un po' il metodo dell'Opéra di Parigi. Prendo tutto, tutto il bagaglio di roba che mi porto a dietro passivamente, tutte le cose che non so fare, i miei limiti. Non ho nulla di cui vergognarmi, in fondo. Io sono io, non sono perfetta. E per la prima volta mi guarda anche con un po' di orgoglio, perchè riesco ad ammetterlo e a farmene una ragione. E voglio migliorare comunque. Voglio passarle le ore davanti allo specchio a provare le pirouettes, voglio farmi male passando la mia vita sulle punte. Che cosa strtana, io e la danza classica siamo così lontane. In classe non ci credeva nessuno quando ho detto che faccio classica, "non sembri il tipo". Magari lo faccio per bilanciare la mia esuberanza che a tratti si fa sentire quando non ballo. Io voglio ballare, e da oggi lo voglio ancora di più. E anche se tu magari non credi di aver fatto nulla, io sono sicura che un giorno se la vita vorrà darmi qualcosa sarà anche per merito tuo. Voglio che tu stia con me se quel momento arriverà mai e se non lo farai io ti cercherò, lo prometto. Forse non sarò mai nessuno (forse sta per un "quasi sicuramente") ma va bene così, sono contenta lo stesso. Ire, in valigia c'è posto anche per te... O forse c'è posto solo per i tuoi incoraggiamenti. Io non so mai come ringraziarti a parole... ma vedila così... quando ti abbraccio è perchè non te lo riesco a dire.
Nessuno è erfetto, ma dobbiamo danzare con il corpo che abbiamo.
E un altro grazie va a lei, la Sabry. Perchè è una mamma giusta, che sa criticare e lodare al tempo stesso, che ti fa capire, che è imparziale, che lo fa per te, che vuole il meglio per te, che ha pazienza, che non si accontenta MAI. E io ti voglio bene così come sei. Se sono come sono oggi, un po' è anche merito tuo, che ci sei da sempre e che ci saresti stata anche se non avessi mai inziato a ballare. 10 anni, e spero tanti altri insieme a te, insieme a tutte LORO. <3