giovedì 30 settembre 2010

Forse parlo finalmente di me.

Apparire, copiare... no grazie, preferisco essere!
Io voglio essere, voglio sapere di me. Lo dice Andy, ma lo dico anche io.
Mi perdo di vista, ho le mie sbandate, ma voglio sempre vivere la mia vita, e non quella degli altri. Voglio ridere quando sto per scoppiare, voglio piangere quando sto male, mangiare se ho fame. No perchè, con questa vita, gli accordi dobbiamo prenderli. Io non ci sto! Mi sveglio, mangio, vado a scuola, mangio, vado a danza, mangio, studio, mangio, vado a letto. E ogni tanto, se c'è tempo, respiro.
Non sono perfetta, sono tutto fuorchè perfetta. La perfezione è una condizione che non esiste, ma che noi vediamo negli altri. "Lui ha la Ferrari e veste firmato, ha una vita perfetta!"... Se, magari! O, come succede a me "Sei brava a scuola, studi danza e fai ciò che ti piace... Hai una vita perfetta."
Forse la mia vita perfetta lo è davvero, anche se io non lo vedo. Mettiamola così, se voi vedete la mia vita perfetta forse sono io che sono sbagliata. Sono una persona lontana dal mondo, anche se ci sono in mezzo. Che cosa egoista pensare di essere al centro del mondo, penserete voi. Io sono una calamita.. per tanti versi. Per le sfighe, per esempio.

La vidi abbandonarsi e contemplare il cielo. Vidi il suo volto alla luce della luna venire solcato da una lacrima, tenuta il grembo per tanto tempo e lascia andare. Scivolò veloce e le segnò il viso e capii di aver colto nel segno, di essere riuscita a motivarla. Sentii il petto scoppiarmi dalla gioia e capii che qualcosa era cambiato, come se tra noi due si fosse creato un ponte, un canale di sbocco, qualcosa che ci univa. E quella cosa era la magia, per lei desiderio, per me quasi banalità.
Mi lasciai andare anche io e guardammo insieme le stelle. D'un tratto mi sentii osservata e girai il volto, verso il suo. Mi stava guardando. Era una senzazione nuova, era come se oggi ci fossimo davvero incontrate per la prima volta. Ci sorridemmo e tutto fu chiaro. E così, quella era l'amicizia, quello che dava colore alle nostre stupide vite? Sì, ora ne ero certa. Inspirai e mi riempii i polmoni di quella sensazione che era dovunque, nell'aria come dentro di noi. Si respirava, l'amicizia, come la vita. L'amicizia era vita.
Mi abbandonai all'immensità del cielo e nel contempo alla dolcezza eterea di quel momento. Rimanemmo lì, a contemplare la grandezza del creato, sulle nuvole, sulle stelle, e oltre... Sentivo ora l'aria fredda entrarmi nei polmoni e darmi vita, darmi una speranza, una ragione per andare avanti. Decisi che quello era qualcosa per cui continuare, un motivo, forse, per non smettere mai. E respiravo e mi riempivo d'aria con ingordigia, come se stessi rifiorendo guardando le stelle (o forse ero ad occhi chiusi, non so...) e pensando a me e ad Ewilen, che per la prima volta divenne un noi. Sentivo il petto gonfiarsi ritmicamente e il cuore in gola: il suo battito era l'unica cosa che mi dava modo di assicurarmi di non star sognando.
[cit. Lyn, cioè il mio alterego il un altro pezzo di Mondo.]

Grazie Ire ç.ç Di tutto. In primis perchè mi hai conosciuta, ma sopratutto sopportata. Nessuno ti ha obbligato a farlo. Siamo persone così diverse, ma così simili. E legate da un legame che sembra sottile, ma è forte. Io lo sento forte, perchè ti voglio bene. Un mondo... un Mondo, forse anche Emerso.
Ah, e lo stage... forse lo faccio. Forse prendo un po' di coraggio e parto per Pisa, per conoscere un po' il metodo dell'Opéra di Parigi. Prendo tutto, tutto il bagaglio di roba che mi porto a dietro passivamente, tutte le cose che non so fare, i miei limiti. Non ho nulla di cui vergognarmi, in fondo. Io sono io, non sono perfetta. E per la prima volta mi guarda anche con un po' di orgoglio, perchè riesco ad ammetterlo e a farmene una ragione. E voglio migliorare comunque. Voglio passarle le ore davanti allo specchio a provare le pirouettes, voglio farmi male passando la mia vita sulle punte. Che cosa strtana, io e la danza classica siamo così lontane. In classe non ci credeva nessuno quando ho detto che faccio classica, "non sembri il tipo". Magari lo faccio per bilanciare la mia esuberanza che a tratti si fa sentire quando non ballo. Io voglio ballare, e da oggi lo voglio ancora di più. E anche se tu magari non credi di aver fatto nulla, io sono sicura che un giorno se la vita vorrà darmi qualcosa sarà anche per merito tuo. Voglio che tu stia con me se quel momento arriverà mai e se non lo farai io ti cercherò, lo prometto. Forse non sarò mai nessuno (forse sta per un "quasi sicuramente") ma va bene così, sono contenta lo stesso. Ire, in valigia c'è posto anche per te... O forse c'è posto solo per i tuoi incoraggiamenti. Io non so mai come ringraziarti a parole... ma vedila così... quando ti abbraccio è perchè non te lo riesco a dire.

Nessuno è erfetto, ma dobbiamo danzare con il corpo che abbiamo.

E un altro grazie va a lei, la Sabry. Perchè è una mamma giusta, che sa criticare e lodare al tempo stesso, che ti fa capire, che è imparziale, che lo fa per te, che vuole il meglio per te, che ha pazienza, che non si accontenta MAI. E io ti voglio bene così come sei. Se sono come sono oggi, un po' è anche merito tuo, che ci sei da sempre e che ci saresti stata anche se non avessi mai inziato a ballare. 10 anni, e spero tanti altri insieme a te, insieme a tutte LORO. <3

[cit.]

Leggi, e un brivido ti percorre la schiena...

Parlavo in terza persona,
come se volessi porre le distanze fra me e la vita.
Ma poi cambiai idea.
Un "Lei" sa di tante, io voglio sapere di me.
Andy.

No, io non scrivo. Io cerco. Cerco la parte più lontana di me, la mia essenza. E quando ce l'ho la allontano, in un soffio, la mando al mondo. Se scrivere è l'unico modo che ho per dare, allora lo farò. Scriverò, per dare un pezzettino di me a tutti, chi c'è sempre, chi non c'è mai, ma sopratutto questo fottuttissimo mondo. Sembra così lontano e invece è proprio sotto i tuoi piedi.
Perchè guardate al cielo, ragazzini, con occhi impotenti, coi vostri sogni in una mano? Non vi accorgete di quanto sia bello quello che è qui, di fianco a noi, intorno a NOI? Di quanto sia bello rotolarsi in un prato, prendersi a palle di neve? Qui giù c'è tutto ciò che serve: la natura è grande e l'uomo non la sa gestire, non se la sa godere!

Primo giorno di scuola.

Bisogno di scrivere. per un motivo preciso. Chiarirmi le idee. Voi non siete tenuti a capire, forse, ma annuite e basta.
Circa 2 settimane fa è iniziata la scuola. Sveglia alle 6, tram alle 7, entrata alle 7.50, uscita alle 12.50. Primo pensiero: S U I C I D I O.
Arrivi e sei un numero, ti smistano, molto stile Hogwarts... Quando senti chiamare il tuo nome sussulti, non che non te lo aspettassi, ma è strano sfilare sotto gli occhi indagatori di quelli più grandi nei corridoi. Cerchi le aule con foga, fretta di trovare la classe. Poi inchiodi di botto, su due piedi, di fianco a un bagno. Entri cinque minuti, per pensare. Chiusa in bagno, certo.
Pensare a tutte le facce che hai visto passare sotto i tuoi occhi nella tua vita, immaginare e poi sentire battere il cuore quando pensi che li avrai per 5 anni. Per 5 anni, vivere insieme, studiare insieme, crescere insieme, diventare uomini e donne, trovare amici veri, persone che a settant'anni saranno ancora lì con te, magari in veranda, a fare la maglia su una sedia a dondolo. Sorridi, a questo pensiero. Vedi persone della tua vita senza un volto, un abbozzo del tuo futuro. Sì, stai per commuoverti, ma non puoi farlo, sei truccata e la matita colerebbe. Che cosa stupida!
Esci e riprendi la ricerca. Cammini impacciata, di nuovo matricola, parte di un sistema ancora più grade.

Sono sicura che quando ho visto quei 29 ragazzi ammassati davanti a una porta avevo una faccia simile all' "Dio, sto andando al patibolo". Ho sorriso, scostato i capelli e alzato una mano a mo' di saluto. Mentre pensavo "OMMIODDIOCHEFFIGURADICACCA" è arrivata la prof.
Siamo entrati in classe, tante facce tutte uguali, ma tante storie, tutte diverse.
Poi, d'improvviso mi giro e vedo lui. Giuro, volevo morire. Mi sono persa nell'osservarlo, i suoi occhi... Dentro c'era una storia speciale, e qualcosa mi diceva che IO volevo che qualla storia diventasse anche mia. Aveva la luce negli occhi. E' bellissimo, è intelligente, è LUI e ora io ne sono certa.

Commento informale alla cosa: neanche a dirlo il tipo bellissimo qua sopra non mi si fila proprio. O forse sì eheh E' troppo bello e intelligente per essere vero! ç.ç

giovedì 16 settembre 2010

Le FU

"Che musica ascolti?"
"Dance"
"Miiii ma sei truzza?"
DANCE, dance anni '90... Oh ma porco cribbio!

Pregiudizi. Oscurano metà della tua visione del mondo dall'inzio dei tempi.
Contento tu.

mercoledì 25 agosto 2010

Falsi sorrisi.

Nella mia famiglia c'è una calma apparente, come dimostrano i falsi sorrisi che mamma ha messo in bella vista nel salotto. Veramente, c'è sempre stato un gran casino a casa mia: le liti tra i miei genitori erano continue e sempre uguali. Io per non ascoltarli chiudevo gli occhi e immaginavo che pronunciassero soltanto una lista insignificante di numeri.

Genitori & Figli, agitare bene prima dell'uso.

Fotografie: attimi, spesso di falsa felicità, fissati su un pezzo di carta, incorniciati e poi appesi qua e là o appoggiati su un mobile. Ricordi di anni, di una vita passata insieme.

mercoledì 18 agosto 2010

Va tutto bene.

Finchè ci conviene va tutto bene, finchè non riguarda noi in prima persona, finchè non ti tocca nulla, finchè puoi solo vederlo ma non sentirlo. Rimaniamo spettatori di un male enorme che vediamo passare ogni giorno in televiosione. Non te ce importa, sono 20 minuti di un telegiornale, si sta comodi seduti sul divano, si pensa a tutt'altro, magari. La guerra ti passa sotto gli occhi, ma tu sei assente. "Fa caldo oggi, potrei uscire, andare a giocare al campetto, fare due tiri in porta" La madre uccide i figli. "Potrei chiamare Marco." Il figlio uccide il padre. "O potrei uscire con Claudia, è così carina." I ragazzini che si accoltellano per un paio di scarpe di marca. ... E' così che va il mondo? Così che gira, in due direzioni opposte, su due binari? Ma attenzione, niente dura per sempre. E se questi si scontrassero, ti renderesti conto di tutto. A te allora importerà... Ma ricorda che dall'altra parte del mondo ci sarà un famigliola, seduta a tavola, verso le otto di sera. Una bambina, contenta di aver passato la giornata con la sua migliore amica. "Era tanto che non la vedevo" Un ragazzino di quattordici anni, che sta pensando a un modo per nascondere ai suoi genitori di aver preso l'ennesima insufficienza in matematica. "E' stata colpa della prof, mi odia" Un uomo in giacca e cravatta, che si siederà in tavola affamato e stanco dal lavoro, dopo aver appoggiato la sua ventiquattrore sulla poltrona in sala. "La segretaria nuova è parecchio carina." La moglie, che dopo aver cucinato per tutto il pomeriggio e finalmente si siederà a tavola. "Oddio, mi sono scordata di condire l'insalata" Ognuno di loro penserà alla sua giornata, ai suoi problemi. Mangeranno tranquilli una cena, in silenzio, e si alzeranno da tavola. Il solito. E nel frattempo la televisione continuerà ad andare. E in lontanaza, tra i fotogrammi che passeranno veloci su uno schermo, si sentiranno parole indistinte: attentato, America, morti. Va tutto bene.

martedì 17 agosto 2010

Tienimi sospesa.

Tienimi sospesa. Parlami. E ascolta in silenzio. Leggi tra le righe di un discorso che si delinea strada facendo, nella tua mente, mentre io lentamente ti descrivo ciò penso. Completa il disegno, segui la linea infinita che, come un'utopia, puoi vedere così vicina all'orizzonte, ma non raggiungere. Congiungi, unisci, rinnova, crea. E avrai l'anima di te stesso.

Non si finisce mai di imparare.
Parlare, parlare, parlare... diventa lo stesso discorso, moltiplicato milioni di volte, perchè ognuno è influenzato dal pensiero della massa che sembra così dolce, così facile da apprezzare, tu devi solo apprendere passivamente.
Ma poi apri gli occhi e tutto, il mondo ti crolla addosso: le tue certezze vengono frantumate con una sola parola e ti accorgi di quanto quello che vedevi del mondo fosse stato ovattato, coperto da un vetro deformante che puoi muovere a tuo piacimento, finchè ti conviene.
Basta una parola per farti capire, ma continui a negare l'evidenza perchè il buio in cui hai vissuto ti ha reso sterile, un burattino in mano ad un padrone potente, un'ideologia radicata nel profondo della società che, come un cancro, dalle radici di un albero arriva al tronco. E da lì il gioco è fatto, le foglie cominciano a tremare, le ha raggiunte. Erano verdi, tenere, giovani ed ora, di quella bellezza, cosa ne è rimasto?

Ascolta, impara, pensa e poi, infine, riassembla tutti i tuoi argomenti, tutto ciò che hai sentito, tutto quello che hai detto o pensato. Nessuno mai ti dirà il significato delle parole "bene" e "male", non lo farà il tuo Dio, qualunque Dio sia, non lo farà la tua Scienza, non te lo diranno studi di alcun tipo. Era, è e sarà sempre un compito dell'uomo, che non potrà sottrarsi al suo dovere. Non potrà buttare all'aria le fatiche che migliaia di persone hanno fatto per raggiungere questo grande traguardo, la Libertà. Ascolterà, guarderà e toccherà con mano, come i bambini. Dovrà contemporaneamente essere al centro del mondo, informarsi, e nel contempo chiudersi in se stesso, riflettere, nel buio della propria anima, dove l'unica luce sarà lui solo.
E il mondo continuerà a a girare intorno a lui, e passerà il tempo, le bozze, si faranno disegni perfetti, nitidi, grandiose opere d'arte. Come l'esporatore, vedrà un orizzonte farsi sempre più nitido, pregherà e sopratutto non perderà la speranza. Passeranno i giorni, che sembreranno anni, milenni, fino a quando non avrà il coraggio di sussurrare una parola, che gli morirà in gola, soffocata da un esplosione di vita nel suo petto. Terra. E il sussurro si farà un grido, sempre più forte, e ancora di più. E questa sarà la soddisfazione di crescere, e di far germogliare dentro di sè un piccolo seme, una propria idea, un proprio modo di vedere le cose.
E neanche a quel punto si fermerà, continuerà a cercare nuove vie, nuove vite, nuove parole, per capire ancora, e ancora, e ancora. E sarà una fame eterna, che arderà sempre più alta dentro di lui. Ma sarà felice e orgoglioso di se stesso, ma mai abbastanza per dire di essere finalmente arrivato.


Quando non si è d'accordo di solito si hanno tre possibilità: tolleranza, indifferenza, violenza.
E non mi sembra che siano sempre prese in considerazione tutte e tre. Insomma... perchè la maggior parte della popolazione tra i... 12 e i 30 anni, i "giovani" non riesce a sentirsi parte di un unico grande gruppo? Perchè non riesce a tollerare le ideologie degli altri? Perchè invece di passare subito alle mani, non si impara a parlare, a condividere, per capire che poi non siamo tanto diversi gli uni dagli altri?
Perchè siamo tutti, me compresa, limitati, tanto da non riuscire a capire che le discussioni sono fonte di informazioni e di argomenti di ogni genere.
Io, come tutti noi credo e SPERO, sono nata in una famiglia, sono cresciuta in mezzo alla gente, in mezzo ai bambini come me, i ragazzini più grandi, con gli adulti... se invece fossi vissuta all'oscuro del mondo, segregata, non avrei mai saputo niente della guerra, dell'odio, del razzismo, vissuta nell'innocenza dei bambini, vedendo (o meglio "non" vedendo) il mondo coi loro occhi. E non avrei neanche saputo l'esistenza di termini come truzzo o rockettaro (e credimi che sarei vissuta in pace lo stesso!). Se non avessi dialogato con la gente intorno a me non mi sarei creata una mia opinione, non ne avrei avuto alcun bisogno.

Perchè credi che io sia qui a discutere con te, qui? Perchè non sono fuori a prendere il sole, a fare una passeggiata, a passare il mio tempo in un modo diverso, che non buttarlo davanti ad un computer? Perchè forse le tue parole potrebbero aprire nuovi orizzonti a me, a chi legge, o a chi passa e si ferma incuriosito. Sviluppare una discussione interessante fa bene, capire le ragioni degli altri... come si fa altrimenti a tollerare?
E poi, siamo tutti razzisti, è inutile negarlo. E lo sei tu quanto lo sono io.
Il colore della pelle, le tradizioni, la religione sono solo componenti di una facciata, sono l'anticamera dell'odio che tutti provano verso ciò che non è noi o come noi... in realtà il problema è un altro ed è troppo ben radicato nella società. E con questo non voglio affatto minimizzare, anzi. Non pensi anche tu che oggi tutti si buttino via? Ci si ammazza perchè si ascoltano due generi musicali differenti, e io come spero tutti, non posso sopportarlo.